Loading...

QUANDO UNA PARETE DIVENTA POESIA. VICTOR CAVAZZONI E L'ARTE CONCETTUALE

Home / Blog / QUANDO UNA PARETE DIVENTA POESIA. VICTOR CAVAZZONI E L'ARTE CONCETTUALE
wall paper di victor cavazzoni per LondonArt
22/02/2019

Oggi il concetto di tappezzeria è totalmente agli antipodi rispetto a quello di decenni fa.
Una volta le case più classiche e a volte quasi barocche sfoggiavano tappezzerie con motivi ripetuti infinite volte e intervallati da quadri  e mobili d’epoca. Questo, nell’immaginario di chi pensa agli appartamenti delle nonne o alle sale da the di quell’epoca.
Da tempo però la tappezzeria, o meglio wallpaper, è diventata un modo prettamente moderno per dare nuova immagine, freschezza e originalità ad ambienti che altrimenti non ne avrebbero. 



Victor Cavazzoni, per Londonart

Qui, poi, il confine tra l’uso di esse per “abbellire “ un locale e l’esposizione di alcuni dei wallpaper in commercio, ormai vere e proprie opere d’arte, è labile.

E’ il caso delle opere di un illustratore geniale e dalle linee pulite come Victor Cavazzoni.
Diventa difficile distinguere l’opera d’arte dall’escamotage della tappezzeria, che teoricamente dovrebbe avere l’utilità di dare vita e colore a una parete, e non di più.


Victor Cavazzoni, per Londonart

Ecco che i complementi di arredo che “incorniciano” le pareti ricoperte dalle tappezzerie disegnate da Victor diventano quasi un di più, perché le tappezzerie sono talmente autosufficienti nella loro bellezza che l’arredo serve più che altro a ricordare a chi guarda quell’ambiente, che si tratta pur sempre di una carta incollata e non della realtà stessa.

Vorrei fare alcune domande a Victor, che gentilmente ci dedica del tempo.
“Buongiorno Victor, innanzitutto vorrei chiederti come definiresti lo stile delle tue opere, così pulito, virtuoso nell’uso della luce e dei colori…”
Ciao! Non saprei darti una definizione esatta del mio stile, però sicuramente la mia formazione grafica ha contribuito alla pulizia formale,all'utilizzo di colori piatti e di griglie compositive, mentre la ricerca di forti contrasti tra luci ed ombre e il senso di profondità vengono dalla fotografia, in particolar modo quella in bianco e nero, dove la luce è la materia prima che crea l'immagine.
Diciamo che cerco di sintetizzare gli elementi per rendere più evidenti i concetti che voglio esprimere.
Penso comunque che la ricerca dello stile sia un processo e non un traguardo, e che in ogni nuova illustrazione si possa scoprire qualcosa che andrà inevitabilmente a condizionare l'approccio a quella successiva.



Victor Cavazzoni, per LondonArt

“Il tuo portfolio è molto vasto e non si riduce alla creazione di immagini per carte da parati. Vorrei chiederti comunque, visto il nostro interesse riguardo all’interior design in generale, come nasce l’idea dei tuoi disegni dal momento che sai che decoreranno molti appartamenti e diventeranno quasi “parte della famiglia” della casa che li ospiterà.”

Immaginare un'illustrazione che per scala e contesto avrà un effetto completamente diverso da quello visibile a monitor è sicuramente una sfida, ma il lavoro di progettista (di qualsiasi natura) è proprio il saper applicare dei processi che aiutino a superarla.

Quando Londonart mi ha chiesto di realizzare due serie di soggetti che fossero al contempo concettuali e decorativi, ho approcciato il progetto partendo da sui limiti: in questo caso la modularità e la non prevedibilità del contesto.

La carta da parati può essere utilizzata per esempio sulla piccola parete di una cameretta così come in un grande spazio commerciale: il soggetto, ciò che dà il senso totale dell'illustrazione, deve quindi avere una dimensione relativamente ridotta (sia per non risultare stancante, alla lunga, che per non rischiare di essere coperto dai mobili), ma al tempo stesso integrarsi con uno sfondo che possa essere ripetuto all'infinito e che abbia un tono più "neutro", quasi astratto.
Un gioco di equilibrismo insomma!


Victor Cavazzoni per LondonArt


“So che definisci le tue opere concettuali “Giochi di parole senza le parole”. Puoi dirci qualcosa di più in tal proposito?”

Spesso i giochi di parole si basano sulla trasformazione del rapporto tra significante e significato:può essere un semplice cambio di lettera che trasforma il contesto di una frase traslandone il significato.

La stessa cosa accade con l'illustrazione concettuale: due concetti diversi possono condividere in qualche modo la stessa forma e fanno sì che un'immagine abbia diverse chiavi di lettura a seconda di come viene guardata, quasi fossero due immagini distinte e sovrapposte che possono essere osservate simultaneamente.

L'aspetto più affascinante di questa operazione è che lo spettatore ha un ruolo attivo nel gioco: è lui che in qualche modo "scopre" la doppia natura dell'immagine, l'illustratore deve solo suggerirla ma senza renderla troppo evidente.
Per me questo rapporto con il fruitore finale è uno degli aspetti più interessanti ed è fondamentale per creare un'immagine efficace e -si spera- significativa.

“Infine vorrei ringraziarti per il tempo dedicatoci e augurarti buon lavoro!”

Grazie a te per le domande e in bocca al lupo per il tuo nuovo sito!

victorcavazzoni.com